Business offshore: di cosa si tratta e cosa comprende tale tipo di attività, ecco tutti i dettagli

Published on: 03 July 2020
By admin

Si parla di “Business offshore” per indicare un’attività finanziaria che viene svolta all’estero. Tale forma di business deve fare riferimento ad una società offshore, ovvero che abbia una sede legale in una nazione estera.

Non sarà necessario però svolgere nel Paese straniero la propria attività, né avere obbligatoriamente dei dipendenti o un ufficio vero e proprio. Questo modo per fare affari comporta però il rispetto di alcuni dettagli importantissimi, al fine di rientrare nelle normative legale e di non ricadere nell’illegalità.

Business offshore: i suoi rami e le sue tipologie

Prima di determinare cosa è legale svolgere nel campo del Business offshore e cosa no, occorre sapere quali rami e categorie riguarda tale attività. Per prima cosa, come si è detto, questi “affari offshore” hanno come punto di riferimento una società con sede estera, che può essere di tipologia differente.

Ad esempio può essere un’impresa di servizi oppure può riguardare l’ambito commerciale, oppure può essere anche una società “soggetta a regolamentazione”. Il quarto tipo di attività comprende invece un business diverso, basato sull’holding.

Per quanto riguarda la prima categoria, tali società possono anche lavorare direttamente online. In questo caso, il business riguarderà soprattutto i profitti derivanti da negozi presenti in rete, acquisto di domini web o noleggio di servers, realizzazione di siti, di strutture relative al web design oppure lavori che concernono il marketing o la pubblicità.

Per quanto riguarda la seconda tipologia invece, ovvero le società commerciali, si parla in questo caso di acquisto e/o vendita di prodotti, loro trasporto, importazione ed esportazione.

Si parla invece di “Business soggetto a Regolamentazione” quando è collegato a società che portano la stessa denominazione. Queste ultime possiedono delle licenze che permettono loro di controllare alcune attività finanziarie o di gestire somme di denaro, ma il tutto è sottoposto ad opportuni controlli. Il tipo di lavoro che possono svolgere riguarda la raccolta di fondi, azioni di trading, attività riguardanti assicurazioni, istruzione, sanità.

Si chiamano invece “Holding”, tutte quelle società offshore che basano il loro business sul possesso di azioni in altre imprese estere, che spesso riguardano la protezione di proprietà immobiliari, mobiliari e anche intellettuali.

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Business offshore: cosa si può fare in questo ambito

Quando si affronta il discorso sul business offshore, sarebbe meglio anche sottolineare cosa è legale svolgere e cosa no, al fine di non incorrere né in errori, e tanto meno in fraintendimenti. Tra le azioni permesse vi è tutto, purché sia registrato, controllato e dichiarato alle autorità e rientri nelle normative vigenti.

Per fare un esempio pratico, si possono indicare alcuni esempi di attività lecite, come ad esempio il possesso di uno store online, la vendita di elementi digitali, vendita di farmaci in rete. Il tutto però diventa illegale se non si seguono le corrette procedure per poter dare avvio all’attività, o se durante lo svolgimento del proprio lavoro, non si rispettano le leggi. L’ideale per evitare problemi del genere, sarebbe far sempre controllare la contabilità e farla gestire da professionisti del settore.

È anche legale poter provvedere alla distribuzione del patrimonio del proprio business offshore, ai propri eredi. Per capire quanto venga utilizzata tale funzione, si consideri che a Panama quasi l’80% di società del genere riescono ad essere le protagoniste dei testamenti. Oltre a questo, rientra nelle attività legali anche la gestione del capitale, nonché la possibilità di fare degli investimenti, anche se questi ultimi riguardano azioni che fanno parte di altre imprese.

Ulteriore azione permessa rientra nel fatto di ridurre le tasse. Attenzione però, anche perché questo non significa che sia possibile evaderle, pena delle pesantissime sanzioni che spesso possono ricadere anche nel rischio di carcerazione.

Nella lista delle attività permesse vi è anche il fatto di poter ridurre il potere o la responsabilità di coloro che fanno parte del registro dei beneficiari oppure degli azionisti.

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Ecco cosa non è considerato legale

No al “Tax Evading”, ovvero all’evasione delle tasse, argomento di cui si è già discusso, e un secco “no” va anche per il cosiddetto “Money Laundering”, ovvero il riciclaggio di denaro sporco.

Non è possibile nemmeno realizzare documentazioni completamente prive di nomi e dati identificativi, quindi non è considerato legale il fatto di apparire come del tutto anonimi. Questo significa che la banca, anche nel caso sia presente un prestanome, deve però riuscire sempre ad individuare quale sia il reale beneficiario del patrimonio o dei profitti della società offshore.

Come si è visto, è bene fare attenzione a non ricadere in azioni illegali e per evitare tutto questo, l’ideale sarebbe sempre affidarsi a dei consulenti esperti in materia, al fine di essere guidati al meglio durante lo svolgimento del proprio business offshore.

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